Antico edificio posto nel centro della città, conserva nel piano interrato, un complesso di rovine romane databili dal II° sec. a.C., fino al VI° sec. d.C.. ruderi romani
I resti più antichi sono quelli di una fornace databile circa al 175 a.C., anno di fondazione della città di Regium Lepidi, di un importante edificio pubblico del I° sec. d.C. (forse la Basilica), ed un tratto di fortificazione di circa 25 metri del IV°/VI° secolo d.C..

La storia conosciuta del palazzo, riprende nel 1685, quando i conti Bosi o Buosi lo cedettero ai conti Guicciardi, fabbricanti di sete, che lo fecero ristrutturare dall'architetto Giovanni Maria Ferraroni (Reggio Emilia 1662-1755).
Il 21 giugno 1796, Napoleone Bonaparte in visita a Reggio, scortato da duecento dragoni, fu ospitato nel palazzo e dormì al secondo piano sulla via Emilia.

scalone neoclassicoL'edificio, fu nuovamente ceduto nel 1830 ai Conti Spalletti-Trivelli (produttori di sete pregiate), che lo affidarono all'architetto Pietro Marchelli (Reggio Emilia 1806-1874) per un accurato abbellimento ed ammodernamento secondo canoni tardo-neoclassici lasciando però inalterata la facciata settecentesca. facciata Palazzo Spalletti - Trivelli
Furono cosi' coinvolti nell'opera un valente pittore di figura, Prospero Minghetti (Reggio Emilia 1786-1853), ed uno scenografo, Vincenzo Carnevali (Reggio Emilia 1778-1842), maestro del trompe-l'oeil.

Prospero Minghetti arricchì alcune sale del palazzo con opere deliziose: "Apollo con il corteggio delle Ore" grande soffitto dipinto a tempera, "Le storie di Bacco" , "Le quattro Muse", "Le lunette con Apollo e le Muse", "Venere e Amore", "Allegorie", "La Notte".

sala del Consiglio di AmministrazioneVincenzo Carnevali decorò con le sue illusioni prospettiche la grande sala dei ricevimenti , alta dieci metri (attualmente Sala del Consiglio di Amministrazione), la sala di attesa della sala dei pranzi, con grandi colonne, fastosi tendaggi, grandi vasi ricolmi di fiori, soprapporte allegoriche dedicate alla musica, all'astronomia, alla letteratura, alla caccia.

Il palazzo conserva una collezione di pittura barocca emiliana ed una di arte orientale. Per informazioni è possibile telefonare al Conservatore della Collezione d'Arte: 0522-583570.

interni del palazzo