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Scrive Ulisse Bocchi: "... richiama il ricordo del dipinto firmato e datato 1685 dedicato al tenente Sopranzi ed al suo cane, un pointer dalla testa maculata come questo che rimira allo stesso modo la selvaggina. Abbastanza simile è pure il mucchio di selvatici antistante, una accozzaglia di anitre, tordi e pernici, qui condotta con una maggiore spigliatezza, tale da farlo collocare in un'epoca di poco successiva (circa 1690)".
Gianluca e Ulisse Bocchi - Naturaliter - pag. 310, foto 378.
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