INVESTIMENTI ESG E CONSAPEVOLEZZA
Come cambia il mondo del risparmio e dei consumi green
Negli ultimi anni il tema della sostenibilità è diventato centrale. Questo accade per il suo impatto su ambiente ed economia, ma anche per ragioni culturali e di valore.
Oggi anche i piccoli risparmiatori (oltre agli investitori istituzionali) danno sempre più importanza ai prodotti finanziari sostenibili. Molte persone scelgono, infatti, di destinare una quota crescente dei propri portafogli ad attività collegate ai criteri ESG1 (Environmental, Social, and Governance).
Gli investimenti socialmente responsabili (SRI) aiutano a coinvolgere direttamente i singoli cittadini nelle pratiche sostenibili. Questo coinvolgimento è fondamentale per far accettare tali processi e per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile nel mondo.
I decisori politici riconoscono il ruolo centrale dell’azionariato attivo2 nel migliorare le pratiche ESG delle imprese. Per questo motivo hanno introdotto nuove norme che servono a garantire un mercato degli investimenti sostenibili trasparente. Inoltre, promuovono una maggiore disponibilità, qualità e confrontabilità delle informazioni ESG comunicate dalle aziende (Eurosif 20223).
In questo scenario, le differenze tra uomini e donne, definite spesso “gender gap”, offrono una chiave di lettura importante. Molti studi dimostrano che uomini e donne hanno orientamenti diversi rispetto ai comportamenti ecologici, alle scelte di consumo e alle decisioni finanziarie sostenibili. Queste diversità non dipendono solo da fattori biologici, ma derivano anche dall'educazione, dalle disuguaglianze strutturali della società e dai diversi sistemi di valori appresi durante la crescita.
l'impatto dei bias cognitivi
Investimenti finanziari SRI e differenze di genere
Secondo uno studio recente (Aristei e Gallo, 2024) basato sui dati dell’indagine sull'alfabetizzazione finanziaria degli adulti in Italia (IACOFI), realizzata dalla Banca d’Italia su 2.036 adulti italiani di età compresa tra i 18 e i 79 anni4, che analizza le conoscenze, comportamenti, atteggiamenti finanziari e caratteristiche socio-demografiche ed economiche, emerge un primo dato rilevante: individui più competenti tendono a mostrare una maggiore propensione verso intermediari etici e investimenti sostenibili.
Questo effetto, tuttavia, non è lineare, poiché entra in gioco la dimensione psicologica della fiducia nelle proprie capacità. In particolare, la cosiddetta “underconfidence” – ovvero la sottostima delle proprie competenze – rappresenta un ostacolo significativo: gli individui che non si sentono adeguatamente preparati risultano fino a oltre 20 punti percentuali meno inclini a scegliere investimenti responsabili.
Dal punto di vista socio-demografico emergono altri risultati articolati:
Indicazioni
Commento
L’istruzione aumenta la conoscenza finanziaria, ma non necessariamente la preferenza per la sostenibilità.
È la conoscenza finanziaria ad avere un impatto positivo sulla propensione verso intermediari etici e investimenti finanziari, non l’alfabetizzazione in generale.
Redditi più elevati e maggiore avversione al rischio sono associati a una minore propensione verso investimenti etici.
L'associazione inversa è legata probabilmente alla percezione di rendimenti inferiori o rischi maggiori per gli investimenti SRI.
Chi sottostima le proprie conoscenze finanziarie hanno una probabilità inferiore di preferire investimenti SRI (-22,61%) e intermediari etici (-25,51%) rispetto a coloro che valutano correttamente o sovrastimano le proprie competenze finanziarie.
Il bias di underconfidence non solo ostacola la partecipazione degli individui ai mercati finanziari, ma può anche rappresentare una barriera significativa agli investimenti in prodotti finanziari ambientalmente e socialmente responsabili. Inoltre, influenza anche le preferenze verso gli intermediari etici.
Le donne mostrano una probabilità significativamente più alta di circa 4 punti percentuali di preferire sia intermediari etici sia investimenti sostenibili rispetto agli uomini.
Il dato sul genere più significativo riguarda le differenze di genere e si manifesta nonostante le donne presentino mediamente livelli inferiori di competenze finanziarie.
L’analisi evidenzia, inoltre, un effetto di interazione: la conoscenza finanziaria ha un impatto ancora più forte sulle donne, rafforzando ulteriormente la loro propensione verso la sostenibilità. Al contrario, la mancanza di fiducia nelle proprie competenze penalizza maggiormente le donne rispetto agli uomini, amplificando gli ostacoli alla partecipazione a investimenti responsabili.
EMPATIA E SCELTE ECOLOGICHE
Il consumo di prodotti green e il ruolo delle emozioni
Passando agli studi che esplorano le differenze di genere nel consumo dei prodotti green in generale, e non solo quelli finanziari, si nota come le donne tendono a manifestare livelli più elevati sia di preoccupazione ambientale sia di comportamenti pro-ecologici rispetto agli uomini, anche se questi ultimi hanno maggiori conoscenze ambientali. In particolare, la popolazione femminile mostra una maggiore sensibilità verso:
- I rischi legati al cambiamento climatico;
- L’identificazione con valori ambientali;
- Pratiche quotidiane più sostenibili, come il risparmio energetico, il consumo responsabile e il sostegno a politiche ambientali.
Da cosa dipende la propensione al consumo di prodotti green delle donne?
- Altruismo ed empatia: una maggiore tendenza a manifestare comportamenti pro-sociali, altruistici ed empatici, come emerge anche dagli studi sulle professioni di cura;
- Etica della cura: una capacità più marcata di comprendere il punto di vista altrui e un’etica della cura più sviluppata, entrambe associate a un maggiore orientamento ambientalista;
- Lungo termine: una più forte propensione a considerare le conseguenze future delle proprie azioni;
- Salute e sicurezza: una spiccata attenzione all’aspetto della salute e della sicurezza, soprattutto quando nel nucleo familiare sono presenti figli, elemento che contribuisce a rafforzare l'impegno verso la tutela dell’ambiente.
Un elemento centrale dell’analisi delle differenze di genere riguarda il ruolo delle emozioni, in particolare dell’ansia climatica, o “eco- ansia5”. Rispetto a questa dimensione, le donne riportano livelli più elevati di preoccupazione e ansia rispetto agli uomini. Tuttavia, tale dimensione emotiva non ha solo un effetto negativo: al contrario, può rappresentare un motore di attivazione, favorendo comportamenti pro-ambientali. In altre parole, la maggiore sensibilità femminile ai rischi ambientali si associa a una più forte propensione all’azione, contribuendo a spiegare il divario osservato nei comportamenti.
IMPORTANZA DELL'EDUCAZIONE FINANZIARIA
Indicazioni per il futuro: educazione finanziaria ed economic empowerment
Nel complesso, gli studi suggeriscono che:
- Un miglioramento della consapevolezza e della comprensione della finanza sostenibile da parte degli individui può contribuire a ridurre i costi informativi per gli investitori retail, rafforzando le loro preferenze verso gli investimenti socialmente responsabili (SRI);
- Dal punto di vista delle politiche pubbliche, i programmi educativi finalizzati a migliorare le conoscenze finanziarie degli individui possono contribuire in modo significativo alla costruzione di una cultura della sostenibilità, incoraggiando la scelta di intermediari finanziari etici e di investimenti sostenibili.
- Tali politiche possono risultare ancora più efficaci se rivolte specificamente alle donne, che mostrano una maggiore sensibilità verso i temi della sostenibilità, pur presentando storicamente un divario in termini di competenze finanziarie;
- Gli interventi di policy dovrebbero promuovere e rafforzare l’autostima finanziaria femminile, abbattendo il bias di underconfidence, incoraggiando la partecipazione delle donne ai processi decisionali in ambito finanziario e favorendone l’empowerment economico-finanziario. Questo genererebbe benefici concreti sia in termini di inclusione sociale, sia di supporto alla transizione ecologica e alla promozione dei fattori ESG in ambito finanziario e produttivo.
Migliorare la consapevolezza economica e supportare una gestione consapevole del risparmio è un passo fondamentale per guardare al futuro con sicurezza. Promuovere una cultura finanziaria accessibile e priva di bias cognitivi permette a ciascuno di fare scelte informate, in linea con i propri valori e con la tutela del contesto sociale e ambientale in cui viviamo.
Per saperne di più
In psicologia economica, il bias di underconfidence è la tendenza di un individuo a sottovalutare le proprie conoscenze, capacità o competenze finanziarie, anche quando queste sono in realtà adeguate o superiori alla media.
In pratica, la persona pensa: “Non sono abbastanza competente per prendere decisioni finanziarie” anche quando i dati mostrano che possiede conoscenze sufficienti.
Ecco un esempio: immaginiamo due investitori con lo stesso livello reale di educazione finanziaria.
- Il primo pensa: “Capisco abbastanza bene questi prodotti finanziari”;
- Il secondo pensa: “Non sono capace, meglio evitare”.
Anche se oggettivamente hanno la stessa preparazione, il secondo soggetto manifesta underconfidence.
L’eco-ansia può essere definita come una forma di ansia che comprende risposte emotive, cognitive e comportamentali ai problemi ambientali, come il cambiamento climatico, l’inquinamento, la deforestazione, la perdita di biodiversità e il degrado ambientale.
L’eco-ansia è come un’esperienza psicologica multidimensionale che include quattro dimensioni principali:
- Sintomi affettivi (paura, preoccupazione, nervosismo);
- Ruminazione (pensieri ripetitivi sulle crisi ambientali);
- Sintomi comportamentali (problemi del sonno, difficoltà nel funzionamento quotidiano);
- Ansia legata al proprio impatto negativo sul pianeta.
FONTI
Risorse per approfondire
1I criteri ESG (Environmental, Social and Governance) permettono di valutare le prestazioni di un’organizzazione dal punto di vista dello sviluppo sostenibile e dell’impatto ambientale e sociale.
2 In finanza, l’azionariato indica il comportamento degli azionisti che non si limitano a detenere azioni per ottenere rendimento, ma cercano anche di influenzare le decisioni dell’impresa.
3 Eurosif (2022), “Eurosif report 2022 – EU Sustainable Finance and SFDR: making the framework fit for purpose”.
4 Campione rappresentativo che riflette le caratteristiche della popolazione italiana ed è stratificato per genere, età ed area di residenza.
5 Fonte: Hogg, T. L., Stanley, S. K., O'Brien et al (2021), "The Hogg ecoanxiety scale: development and validation of a multidimensional scale. Global Environmental Change, 71", 102391.