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Glossario Economia di Base

Il glossario di Economia di Base di Credem Banca offre un'utile risorsa per chi desidera approfondire la propria conoscenza dei termini economici. Ogni voce è presentata con semplicità, per comprendere al meglio anche i concetti più complessi, rendendo più chiare le informazioni essenziali per orientarsi nel mondo della finanza e dell'economia.

gruppo di persone che parlano guardando lo schermo di un computer
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L'imposta di bollo è una tassa applicata dallo Stato sui prodotti finanziari. Per i conti correnti delle persone fisiche, questa imposta è fissa e ammonta a 34,20 € all'anno. Tuttavia, la legge prevede un'esenzione totale: l'imposta non è dovuta se il valore della giacenza media annua sul conto è inferiore a 5.000 €. Se si supera questa soglia, l'addebito avviene solitamente con la stessa periodicità con cui viene inviato l'estratto conto (es. trimestralmente, con un addebito di 8,55 € a trimestre).

Esempio pratico: Durante l'anno, la tua giacenza media è stata di 6.000 €. Essendo sopra la soglia dei 5.000 €, la banca ti addebiterà automaticamente l'imposta di bollo, scalando 34,20 € dal tuo conto secondo le scadenze previste dal contratto.

Il prestito personale è una forma di finanziamento "non finalizzato", il che significa che non è legato all'acquisto di un bene o servizio specifico. Il cliente riceve una somma di denaro direttamente sul proprio conto corrente e può utilizzarla liberamente per qualsiasi esigenza di liquidità: acquistare un'auto, sostenere spese mediche, pagare un viaggio o consolidare altri debiti. Il rimborso avviene tramite rate mensili fisse, che includono capitale e interessi, per una durata prestabilita. La concessione del prestito si basa sulla valutazione del merito creditizio del richiedente.

Esempio pratico: Devi affrontare una spesa imprevista per la ristrutturazione del bagno. Richiedi un prestito personale di 10.000 € e, una volta approvato, utilizzi la somma per pagare l'impresa e acquistare i materiali.

La cessione del quinto è una particolare forma di prestito personale riservata a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e pensionati. La sua caratteristica principale è la modalità di rimborso: la rata mensile non viene pagata dal cliente, ma viene trattenuta direttamente dalla busta paga o dal cedolino della pensione dal datore di lavoro o dall'ente previdenziale. L'importo della rata non può mai superare un quinto (il 20%) dello stipendio o della pensione netti. Include sempre una polizza assicurativa obbligatoria che copre il rischio vita e il rischio impiego.

Esempio pratico: Sei un dipendente pubblico e hai bisogno di liquidità. Richiedi la cessione del quinto e, se il tuo stipendio netto è di 1.500 €, la rata massima che ti verrà trattenuta ogni mese sarà di 300 €.

La Centrale dei Rischi (CR) è una banca dati gestita dalla Banca d'Italia che raccoglie le informazioni sull'indebitamento di persone e imprese verso il sistema bancario e finanziario. In pratica, è un archivio che mostra la "storia creditizia" di un soggetto: i finanziamenti in corso, i fidi, le carte di credito e la regolarità dei pagamenti. Le banche la consultano obbligatoriamente prima di concedere un nuovo credito per valutare l'affidabilità del cliente. Essere segnalati in Centrale Rischi non è negativo di per sé, ma diventa un problema in caso di ritardi o mancati pagamenti.

Esempio pratico: Quando chiedi un mutuo, la banca interroga la Centrale Rischi per verificare se hai altri prestiti attivi e se hai sempre pagato puntualmente le rate. Una buona storia creditizia aumenta le probabilità di ottenere il finanziamento.

CRIF è la più nota tra le società private che gestiscono un SIC (Sistema di Informazioni Creditizie), ovvero una banca dati sull'affidabilità creditizia di privati e aziende, simile alla Centrale Rischi pubblica. Raccoglie informazioni fornite dagli istituti di credito sui finanziamenti richiesti e ottenuti, e soprattutto sulla puntualità dei rimborsi. A differenza della Centrale Rischi, CRIF e altri SIC registrano anche i finanziamenti di importo più basso. Una buona "reputazione" in CRIF è fondamentale per accedere al credito, mentre segnalazioni negative possono rendere molto difficile ottenere nuovi prestiti.

Esempio pratico: Hai sempre pagato in ritardo le rate di un piccolo prestito per l'acquisto di uno smartphone. Questa informazione viene registrata in CRIF e potrebbe causare il rifiuto di una tua futura richiesta di finanziamento per un'auto.

L'inflazione è l'aumento generalizzato e prolungato dei prezzi di beni e servizi in un'economia, che si traduce in una diminuzione del potere d'acquisto della moneta. In parole semplici, con la stessa quantità di denaro oggi si possono comprare meno cose rispetto al passato. L'inflazione viene misurata attraverso l'indice dei prezzi al consumo (in Italia, l'indice ISTAT), che monitora la variazione dei prezzi di un "paniere" di beni e servizi rappresentativo della spesa media delle famiglie. Un'inflazione moderata (attorno al 2%) è considerata salutare per l'economia, mentre un'inflazione troppo alta erode i risparmi e crea incertezza.

Esempio pratico: Se un anno l'inflazione è stata del 5%, significa che un carrello della spesa che l'anno prima costava 100 € oggi costa 105 €. I tuoi 100 € hanno perso potere d'acquisto.

La deflazione è il fenomeno economico opposto all'inflazione: consiste in una diminuzione generalizzata e prolungata dei prezzi di beni e servizi. Sebbene possa sembrare positiva per i consumatori, che vedono aumentare il loro potere d'acquisto, la deflazione è in realtà considerata molto pericolosa per l'economia. Porta infatti le persone e le aziende a posticipare acquisti e investimenti, aspettandosi prezzi ancora più bassi in futuro. Questo provoca un crollo dei consumi, una riduzione della produzione, un aumento della disoccupazione e un avvitamento dell'economia in una spirale recessiva.

Esempio pratico: In un periodo di deflazione, un consumatore potrebbe decidere di non comprare oggi un'auto nuova, pensando che tra sei mesi costerà ancora meno. Se tutti fanno così, le case automobilistiche riducono la produzione e licenziano personale.

I tassi di interesse della BCE (Banca Centrale Europea) sono i tassi di riferimento che determinano il "costo del denaro" nell'Eurozona. Sono lo strumento principale con cui la BCE attua la sua politica monetaria per controllare l'inflazione. Il più importante è il tasso sui rifinanziamenti principali, ovvero l'interesse che le banche commerciali pagano per prendere in prestito denaro dalla BCE. Le decisioni della BCE su questi tassi si ripercuotono a cascata su tutta l'economia, influenzando i tassi di interesse che le banche applicano a loro volta a famiglie e imprese su mutui, prestiti e conti deposito.

Esempio pratico: Se la BCE alza i tassi di interesse per combattere l'inflazione, per le banche diventa più costoso finanziarsi. Di conseguenza, anche i tassi sui nuovi mutui a tasso variabile per chi compra casa aumenteranno.

Il PIL (Prodotto Interno Lordo) è il principale indicatore utilizzato per misurare la salute e la dimensione di un'economia. Rappresenta il valore monetario totale di tutti i beni e servizi finali (cioè pronti per il consumo) prodotti all'interno dei confini di un Paese in un determinato periodo di tempo, solitamente un anno o un trimestre. La variazione percentuale del PIL indica la crescita economica: se il PIL aumenta, l'economia è in fase di espansione; se diminuisce per almeno due trimestri consecutivi, il Paese è in recessione.

Esempio pratico: Se nel 2024 l'Italia ha prodotto automobili, cibo, servizi turistici e software per un valore totale di 2.000 miliardi di euro, quello è il suo PIL. Se nel 2025 il valore totale sarà di 2.040 miliardi, si dirà che l'economia è cresciuta del 2%.

Lo spread BTP-Bund è la differenza (in inglese, spread) tra il rendimento offerto dai Buoni del Tesoro Poliennali (BTP) italiani a 10 anni e quello degli omologhi titoli di Stato tedeschi (Bund), considerati i più sicuri d'Europa. Questo differenziale è uno degli indicatori più osservati per misurare la fiducia degli investitori internazionali nella solidità finanziaria dell'Italia. Uno spread elevato significa che l'Italia deve pagare interessi più alti della Germania per farsi prestare denaro, segnalando una maggiore percezione del rischio. Viene misurato in "punti base": 100 punti base equivalgono a un punto percentuale (1%).

Esempio pratico: Se lo spread BTP-Bund è a 150 punti base, vuol dire che il rendimento del BTP italiano a 10 anni è dell'1,5% più alto rispetto a quello del Bund tedesco.

Si parla di recessione quando l'attività economica di un Paese rallenta in modo significativo per un periodo di tempo prolungato. La definizione tecnica più comune è di almeno due trimestri consecutivi di calo del Prodotto Interno Lordo (PIL). Una fase di recessione è generalmente caratterizzata da una contrazione della produzione industriale, un calo dei consumi e degli investimenti, un aumento della disoccupazione e una minore fiducia da parte di famiglie e imprese. Le recessioni sono una parte normale del ciclo economico, ma possono avere impatti sociali molto pesanti.

Esempio pratico: Il PIL italiano nel primo trimestre dell'anno cala dello 0,5% e nel secondo trimestre cala di un ulteriore 0,3%. Gli economisti dichiarano ufficialmente che l'Italia è entrata in una fase di recessione tecnica.

La stagflazione è una rara e difficile situazione economica in cui coesistono tre fenomeni negativi: stagnazione economica (crescita del PIL debole o nulla), alta inflazione (aumento dei prezzi) e un elevato tasso di disoccupazione. È una condizione particolarmente difficile da combattere per le banche centrali, perché le normali misure per contrastare l'inflazione (come l'aumento dei tassi di interesse) tendono a peggiorare la stagnazione, e viceversa. Il termine, una fusione di "stagnazione" e "inflazione", è stato coniato per descrivere la crisi economica degli anni '70.

Esempio pratico: L'economia di un Paese non cresce, ma allo stesso tempo il prezzo della benzina e dei generi alimentari continua a salire vertiginosamente, e molte persone perdono il lavoro. Questo scenario anomalo è la stagflazione.

La Banca Centrale Europea (BCE) è la banca centrale dei Paesi dell'Unione Europea che hanno adottato l'euro. Con sede a Francoforte, in Germania, il suo obiettivo principale e statutario è mantenere la stabilità dei prezzi nell'Eurozona, ovvero tenere l'inflazione sotto controllo, idealmente a un livello del 2% nel medio termine. Per raggiungere questo scopo, la BCE definisce e attua la politica monetaria per l'area euro, principalmente attraverso la gestione dei tassi di interesse di riferimento. Svolge anche compiti di vigilanza sulle banche più significative per garantire la sicurezza del sistema bancario.

Esempio pratico: Se l'inflazione nell'Eurozona sale troppo, il Consiglio Direttivo della BCE si riunisce e può decidere di aumentare i tassi di interesse per "raffreddare" l'economia e frenare la crescita dei prezzi.

Il Quantitative Easing (QE), o alleggerimento quantitativo, è uno strumento di politica monetaria non convenzionale utilizzato dalle banche centrali per stimolare l'economia quando i tassi di interesse sono già vicini allo zero. Consiste in un massiccio programma di acquisto di attività finanziarie, principalmente titoli di Stato, sul mercato secondario. In questo modo, la banca centrale inietta grandi quantità di liquidità nel sistema finanziario, con l'obiettivo di abbassare i tassi di interesse a lungo termine, incoraggiare le banche a concedere più prestiti a imprese e famiglie e, in generale, sostenere la crescita economica e l'inflazione.

Esempio pratico: Durante la crisi del debito sovrano, la BCE ha lanciato un programma di QE, acquistando ogni mese miliardi di euro di BTP e altri titoli di Stato per tranquillizzare i mercati e sostenere l'economia dell'Eurozona.

Il debito pubblico è l'ammontare totale del debito che uno Stato ha accumulato nel tempo nei confronti di altri soggetti, sia nazionali che esteri (cittadini, imprese, banche, investitori stranieri), per far fronte ai propri fabbisogni finanziari. Si genera quando le uscite dello Stato (spesa pubblica per sanità, pensioni, infrastrutture, etc.) superano le entrate (tasse e imposte), creando un disavanzo (o deficit) che deve essere finanziato. Per farlo, lo Stato emette titoli di debito, come i titoli di Stato. Viene spesso espresso in rapporto al PIL per valutarne la sostenibilità.

Esempio pratico: Se lo Stato spende 100 miliardi in un anno ma ne incassa solo 95 tramite le tasse, crea un deficit di 5 miliardi. Per coprirlo, emette 5 miliardi di BTP, che si aggiungono al debito pubblico accumulato negli anni precedenti.

La politica monetaria è l'insieme delle decisioni e degli strumenti attraverso cui la banca centrale di un Paese (come la BCE in Europa o la Federal Reserve negli USA) gestisce l'offerta di moneta e il costo del denaro (i tassi di interesse) per raggiungere determinati obiettivi macroeconomici. L'obiettivo primario è solitamente la stabilità dei prezzi (controllo dell'inflazione). Una politica monetaria può essere espansiva (o accomodante) per stimolare l'economia, abbassando i tassi, oppure restrittiva (o restrittiva) per frenare l'inflazione, alzando i tassi.

Esempio pratico: Per combattere un'inflazione troppo alta, la banca centrale attua una politica monetaria restrittiva, aumentando i tassi di interesse. Questo rende i prestiti più costosi, rallentando i consumi e gli investimenti e, di conseguenza, la crescita dei prezzi.

Il rating sovrano è un giudizio sintetico sull'affidabilità creditizia di uno Stato, ovvero sulla sua capacità di ripagare puntualmente il proprio debito pubblico. Viene assegnato dalle stesse agenzie di rating (es. S&P, Moody's, Fitch) che valutano le aziende. Un rating sovrano elevato indica che il Paese è considerato un debitore solido e a basso rischio, permettendogli di finanziarsi sui mercati a tassi di interesse più bassi. Un declassamento (downgrade) del rating, al contrario, può far aumentare lo spread e il costo del debito, segnalando una maggiore percezione del rischio da parte degli investitori.

Esempio pratico: Se un'agenzia declassa il rating sovrano dell'Italia da "BBB" a "BBB-", gli investitori potrebbero chiedere un rendimento più alto per acquistare i BTP, aumentando così il costo che lo Stato deve sostenere per finanziarsi.

Il phishing è una truffa informatica molto diffusa che ha l'obiettivo di ingannare le persone per indurle a rivelare informazioni personali e sensibili, come password, numeri di carte di credito, codici di accesso all'home banking o dati anagrafici. I truffatori inviano email, SMS o messaggi sui social network che sembrano provenire da fonti legittime e affidabili (come una banca, un corriere o un ente pubblico), contenenti un link a un sito web clone o una richiesta urgente. Il messaggio fa leva su un senso di allarme o di urgenza per spingere la vittima ad agire senza riflettere.

Esempio pratico: Ricevi un SMS che sembra della tua banca con scritto: "Accesso anomalo rilevato. Clicca qui per verificare la tua identità e sbloccare il conto". Cliccando, finisci su un sito falso che ruba le credenziali che inserisci.

La cybersecurity, o sicurezza informatica, è l'insieme di tutte le tecnologie, i processi e le pratiche volte a proteggere sistemi informatici, reti, dispositivi e dati da attacchi digitali, danni o accessi non autorizzati. Nel settore bancario, la cybersecurity è di fondamentale importanza per proteggere i dati sensibili dei clienti, garantire la sicurezza delle transazioni online e difendere le infrastrutture critiche da minacce come malware, ransomware, phishing e attacchi hacker. Include misure come firewall, crittografia, sistemi di autenticazione forte e formazione del personale per riconoscere le minacce.

Esempio pratico: La tua banca investe in cybersecurity utilizzando la crittografia per proteggere le comunicazioni tra il tuo computer e il suo server, e sistemi di monitoraggio avanzati per rilevare e bloccare tentativi di accesso fraudolento al tuo home banking.