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Friend-shoring, reshoring e nuove catene del valore: perché l'Europa torna al centro delle strategie industriali

(Contenuto fornito da Octagona S.r.l.)

Negli ultimi anni le imprese hanno assistito a una profonda trasformazione delle catene globali di approvvigionamento. La pandemia, le tensioni geopolitiche, l'aumento dei costi logistici, le crisi energetiche e la crescente instabilità internazionale hanno messo in discussione un modello produttivo costruito per decenni sulla massimizzazione dell'efficienza e sulla delocalizzazione verso Paesi a basso costo.

In questo contesto stanno emergendo nuove strategie industriali e commerciali che stanno ridisegnando la geografia delle supply chain globali. Termini come friend-shoring, nearshoring e reshoring sono ormai entrati stabilmente nel lessico delle imprese e delle istituzioni economiche internazionali.

Per molte aziende europee e italiane questa trasformazione non rappresenta soltanto una risposta alle criticità degli ultimi anni, ma anche un'opportunità per ripensare la propria presenza sui mercati internazionali e rafforzare il ruolo dell'Europa all'interno delle strategie di crescita.


Dalla globalizzazione all'era della resilienza

Per oltre trent'anni le catene di approvvigionamento globali si sono sviluppate seguendo una logica prevalentemente orientata alla riduzione dei costi. La produzione è stata progressivamente delocalizzata verso Paesi caratterizzati da manodopera più economica e minori costi operativi, con particolare riferimento all'Asia. Questo modello ha consentito alle imprese di migliorare l'efficienza e la competitività, ma ha anche aumentato la dipendenza da fornitori e stabilimenti localizzati in aree geografiche molto distanti dai mercati finali.

Le criticità emerse negli ultimi anni hanno evidenziato i limiti di questa impostazione. Secondo il Global Supply Chain Pressure Index elaborato dalla Federal Reserve Bank of New York, le tensioni logistiche globali hanno raggiunto livelli record tra il 2020 e il 2022, spingendo molte aziende a riconsiderare la propria esposizione geografica.

Oggi la parola chiave non è più soltanto efficienza, ma resilienza. Le imprese cercano catene di fornitura capaci di garantire continuità operativa anche in presenza di shock economici, geopolitici o logistici.

Reshoring e nearshoring: il ritorno della produzione vicino ai mercati

Accanto al friend-shoring si stanno affermando fenomeni di reshoring e nearshoring.

 

reshoring

Con il termine reshoring si indica il ritorno di attività produttive precedentemente delocalizzate nel Paese d'origine.

nearshoring

Il nearshoring, invece, consiste nello spostamento della produzione verso Paesi geograficamente più vicini ai mercati di destinazione. Queste strategie stanno acquisendo crescente rilevanza per diverse ragioni.

Innanzitutto, il vantaggio competitivo basato esclusivamente sul costo del lavoro si è progressivamente ridotto. In molti mercati emergenti, infatti, i salari sono aumentati significativamente negli ultimi anni.

In secondo luogo, le imprese attribuiscono oggi maggiore valore a fattori quali:

  • riduzione dei tempi di consegna;
  • maggiore controllo della qualità;
  • flessibilità produttiva;
  • gestione del rischio;
  • sostenibilità ambientale;
  • continuità della fornitura.

Secondo una recente indagine di McKinsey & Company, oltre il 90% delle grandi aziende internazionali ha adottato iniziative per aumentare la resilienza delle proprie supply chain, attraverso diversificazione geografica, nearshoring o reshoring.

Perché l'Europa sta tornando strategica

Uno degli effetti più significativi di questa trasformazione riguarda il rinnovato interesse verso il mercato europeo. L'Europa sta progressivamente recuperando centralità non soltanto come mercato di consumo, ma anche come piattaforma industriale e produttiva. Diversi fattori stanno contribuendo a questa evoluzione.

Fattori evolutivi del mercato europeo

  • Un mercato da oltre 450 milioni di consumatori

    L'Unione Europea rappresenta uno dei più grandi mercati integrati al mondo, con oltre 450 milioni di consumatori caratterizzati da elevato potere d'acquisto e standard qualitativi avanzati. Per molte imprese internazionali, presidiare il mercato europeo significa accedere a un bacino di domanda ampio, stabile e relativamente omogeneo dal punto di vista normativo.

  • Maggiore stabilità normativa

    Le imprese attribuiscono crescente importanza alla prevedibilità del quadro regolatorio. In questo contesto l'Unione Europea offre un ambiente caratterizzato da elevata certezza giuridica, tutela della proprietà intellettuale e regole condivise tra gli Stati membri.

  • Infrastrutture e logistica avanzata

    L'Europa dispone di alcune delle infrastrutture logistiche più sviluppate al mondo, con reti integrate di trasporto, porti, aeroporti e intermodalità che facilitano la distribuzione delle merci.

  • Leadership tecnologica e industriale

    In numerosi comparti industriali, dalla meccanica all'automazione, dalla farmaceutica all'industria green, l'Europa continua a rappresentare un punto di riferimento globale in termini di innovazione, competenze e qualità produttiva.

Le opportunità per le imprese italiane

Per le aziende italiane questa evoluzione apre prospettive particolarmente interessanti. Da un lato, molte imprese possono beneficiare della crescente domanda europea di fornitori affidabili e geograficamente vicini. Dall'altro, la riorganizzazione delle catene del valore crea nuove opportunità di sviluppo commerciale e industriale.

Particolarmente favoriti risultano i settori in cui l'Italia esprime tradizionalmente elevata competitività:

  • meccanica strumentale;
  • automazione industriale;
  • componentistica;
  • packaging;
  • tecnologie ambientali;
  • agroindustria;
  • farmaceutica e life sciences;
  • design e arredamento.

Inoltre, molte aziende possono cogliere opportunità legate alla sostituzione di fornitori extraeuropei attraverso strategie di sourcing regionale.

CONCLUSIONI

La redistribuzione geografica delle catene di approvvigionamento rappresenta uno dei cambiamenti più significativi dell'economia globale degli ultimi anni. Friend-shoring, nearshoring e reshoring stanno modificando le logiche che hanno guidato la globalizzazione per oltre tre decenni, spingendo le imprese a ricercare un nuovo equilibrio tra efficienza, competitività e sicurezza operativa.

In questo scenario l'Europa sta tornando al centro delle strategie industriali internazionali, grazie alla stabilità del proprio mercato, alla qualità delle infrastrutture e alla solidità del sistema economico.

Per le imprese italiane, comprendere queste dinamiche significa non soltanto gestire i rischi del nuovo contesto globale, ma anche cogliere opportunità concrete di crescita, innovazione e rafforzamento competitivo sui mercati internazionali.


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