Vietnam 2026: opportunità, regole estrategie di ingresso per le imprese italiane
(Contenuto fornito da Octagona S.r.l.)
Negli ultimi anni il Vietnam ha assunto un ruolo sempre più rilevante nello scenario economico del Sud-Est asiatico. La crescita della manifattura, l’integrazione nelle catene internazionali del valore e il progressivo sviluppo della domanda interna stanno trasformando il paese in una destinazione di interesse non soltanto per le grandi multinazionali, ma anche per le PMI italiane alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali e produttivi.
Secondo la Banca Mondiale, l’economia vietnamita è cresciuta dell’8% nel 2025, mentre per il 2026 è prevista un’espansione ancora sostenuta, pari al 6,8%. Il rapporto tra commercio internazionale e PIL è vicino al 170%, un dato che colloca il Vietnam tra le economie più aperte e integrate negli scambi globali.
Oggi il Vietnam è anche un mercato di oltre 100 milioni di consumatori, con grandi centri urbani in espansione, una base industriale in modernizzazione e una domanda crescente di tecnologie, servizi e prodotti di qualità internazionale. Per le imprese italiane, le opportunità riguardano comparti molto diversi: meccanica strumentale, automazione, tecnologie alimentari, arredo, cosmetica, energia, ambiente e infrastrutture.
Perché il Vietnam è diventato un mercato strategico
Negli ultimi anni molte imprese internazionali hanno adottato strategie di diversificazione produttiva riconducibili al modello China+1, mantenendo una parte delle attività in Cina e trasferendone altre in Vietnam o in differenti economie dell’ASEAN. Questo processo ha favorito lo sviluppo di cluster industriali nei settori elettronico, tessile, automotive, agroalimentare e dei beni di consumo, generando una maggiore domanda di macchinari, componenti, sistemi di controllo e servizi tecnici. Il Vietnam continua inoltre ad attirare investimenti esteri grazie:
Questi elementi rendono il Vietnam interessante sia come mercato finale sia come base per sviluppare una presenza regionale. Tuttavia, le differenze tra le aree del Paese richiedono un’attenta valutazione. Ho Chi Minh City e le province meridionali rappresentano il principale polo commerciale e manifatturiero; Hanoi e il Nord ospitano importanti cluster tecnologici, elettronici e istituzionali; Da Nang e la fascia centrale stanno rafforzando il proprio ruolo nei servizi, nella logistica e nel turismo.
Una domanda interna in progressiva trasformazione
Accanto allo sviluppo industriale, il Vietnam sta attraversando un processo di cambiamento sociale e urbano che incide direttamente sui consumi. L’aumento dei redditi, la crescita delle città e la diffusione del retail moderno stanno modificando le preferenze di una parte crescente della popolazione.
La domanda rimane sensibile al prezzo, ma nei principali centri urbani aumenta l’interesse per prodotti percepiti come sicuri, affidabili, innovativi e caratterizzati da una forte identità di marca. Questa tendenza favorisce le aziende italiane capaci di comunicare in maniera concreta il valore della propria offerta, senza limitarsi al richiamo generico al Made in Italy. Nei beni di consumo, il posizionamento deve essere sostenuto da qualità verificabile, packaging adatto al mercato, contenuti digitali localizzati e una rete distributiva coerente con il segmento target. Nei comparti industriali, invece, il vantaggio competitivo deriva soprattutto dalla capacità di dimostrare produttività, risparmio energetico, affidabilità e continuità del servizio.
I settori con le prospettive più interessanti
Una roadmap per entrare nel mercato con maggiore controllo
Un percorso strutturato può essere articolato in cinque fasi:
- Analisi del mercato: valutare dimensione della domanda, competitor, prezzi, canali e requisiti di accesso per la specifica categoria di prodotto.
- Verifica normativa e doganale: identificare codice merceologico, registrazioni, certificazioni, etichettatura e condizioni per beneficiare dell’EVFTA.
- Selezione del partner: svolgere una due diligence commerciale, finanziaria e reputazionale su importatori, distributori o operatori tecnici.
- Validazione commerciale: avviare test di mercato, incontri con clienti, campionature o progetti pilota prima di assumere impegni strutturali.
- Sviluppo e monitoraggio: definire KPI relativi a vendite, marginalità, tempi di incasso, qualità del servizio e rotazione delle scorte, valutando successivamente una presenza più diretta.
In parallelo, è fondamentale pianificare adeguatamente i flussi finanziari. Tempi di incasso, valuta, garanzie, assicurazione del credito e fabbisogno di capitale circolante devono essere considerati già nella fase di definizione dell’offerta.
CONCLUSIONI
Nel 2026 il Vietnam si conferma un mercato di particolare interesse per le imprese italiane. La crescita economica, l’apertura agli scambi e la modernizzazione industriale generano opportunità in numerosi comparti, ma il successo non deriva automaticamente dalla presenza di una domanda favorevole.
Per costruire una posizione duratura occorre selezionare con attenzione il segmento target, comprendere le differenze regionali, gestire la conformità, scegliere partner affidabili e predisporre un modello di servizio coerente con le aspettative locali. L’EVFTA può migliorare la competitività dei prodotti europei, ma deve essere utilizzato attraverso una corretta gestione dell’origine e della documentazione doganale.
Affrontato con una prospettiva di medio-lungo periodo, il Vietnam può diventare non soltanto un mercato di sbocco, ma anche una piattaforma strategica per sviluppare attività commerciali e industriali nell’intera area ASEAN.
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