L’Italia più longeva: trend socio-demografici e sfide finanziarie nel 2025
L’Italia si attesta come uno dei Paesi con la maggiore speranza di vita a livello globale, raggiungendo una media di 83,4 anni (81,4 anni per gli uomini e 85,5 per le donne). Questo traguardo sociale porta con sé la necessità di una profonda riflessione sulla gestione delle risorse economiche individuali e collettive. Al 1° gennaio 2025, gli over 65 hanno raggiunto il 24,7% della popolazione1, delineando uno scenario in cui la durata della vita post-lavorativa richiede una pianificazione sempre più accurata.
IL CONTESTO IN ITALIA
Il fenomeno del "Degiovanimento" e l'impatto sul welfare
L’invecchiamento non è un semplice dato statistico, ma un fatto sociale che incide su lavoro, welfare, consumi, relazioni familiari e politiche pubbliche. In particolare, il mutamento della struttura demografica italiana è caratterizzato dal cosiddetto degiovanimento, ovvero la combinazione tra l'aumento della popolazione anziana e la contrazione delle nascite.
Il fenomeno della longevità
Si tratta di un neologismo usato dal demografo Alessandro Rosina che indica l’aumento della popolazione anziana e della contemporanea diminuzione delle nascite, non più compensata dal saldo migratorio. “La longevità - dice Rosina - intesa come vivere bene e a lungo, va considerata la nuova normalità da favorire, una sfida che accomuna l’Italia con le economie più avanzate. Nessun paese mette in atto politiche per contenere la longevità, mentre nel resto d’Europa si introducono politiche più solide delle nostre per favorire la natalità> 2". La quota crescente crescente di over 65 e over 80 sostenuta dai progressi medici, da migliori condizioni abitative e da stili di vita più sani aumenta la pressione sui sistemi sanitari e il bisogno di assistenza a lungo termine, ma porta cambiamenti anche nei modi di abitare, di partecipare alla vita sociale e di costruire reti di supporto.
Questo squilibrio esercita una pressione diretta sul sistema di welfare e sulla sostenibilità della previdenza pubblica, portando con sé problematiche e criticità nel nostro paese:
- la gestione della longevity economy, richiede l'adeguamento dei servizi e di politiche ad hoc dedicate alla fascia più matura della popolazione (cosiddetta terza e quarta età);
- l'incidenza dei Neet (ovvero coloro che hanno smesso di studiare non hanno un lavoro) e la precarietà lavorativa dei giovani cotribuiscono a ridurre la base dei contributi futuri;
- il progressivo aumento del divario salariale per i lavoratori under 30 che limitano la loro capacità di risparmio precoce;
- la necessità di colmare i periodi di inattività lavorativa per garantire una copertura previdenziale adeguata.
I PILASTRI DEL SISTEMA PREVIDENZIALE
La struttura del sistema pensionistico italiano
Per affrontare un periodo di vita più lungo, è fondamentale conoscere l'architettura previdenziale del Paese, strutturata su tre pilastri fondamentali:
Cosa pensano le nuove generazioni?
Rispetto ai tre pilastri della previdenza, sembra esserci una sorta di “rifiuto” ad affrontare l’argomento per i più giovani: se da un lato c'è la consapevolezza comune che le generose pensioni ricevute con il sistema retributivo prima della cosiddetta “Riforma Fornero”3, non saranno più erogabili, le nuove generazioni non sembrano molto interessate a forme di previdenza complementare4 (anche se questo dato potrebbe essere legato agli stipendi bassi e la forte precarietà).
la sfida della quarta età
Il fenomeno dei "grandi anziani": il volto della quarta età
Uno degli aspetti più rilevanti dell’analisi demografica attuale è la crescita esponenziale dei cosiddetti grandi anziani, ovvero la fascia di popolazione che supera gli 80 anni. Al 1° gennaio 2025, gli italiani con almeno cento anni sono 23.5485. Questa fenomeno rappresenta un segmento significativo della società, introducendo il concetto di "quarta età", con una connotazione di genere molto marcata.
Le sfide economiche della longevità femminile.
Nonostante la maggiore sopravvivenza, l'invecchiamento delle donne presenta criticità finanziarie e assistenziali specifiche. La vita più lunga non coincide necessariamente con una migliore qualità. I principali rischi finanziari per la popolazione femminile includono il divario pensionistico (trattamenti medi annui inferiori di circa il 36% rispetto a quelli maschili) la solitudine (quasi il 40% delle persone delle donne oltre i 75 anni è sola), il carico di cura "informale" verso nipoti o familiari anziani, che spesso limita la partecipazione al mercato del lavoro e la capacità di risparmio previdenziale.
L'EVOLUZIONE SOCIALE
Famiglie che cambiano e riduzione del supporto informale
La struttura delle famiglie italiane sta mutando radicalmente, con nuclei sempre più piccoli e un numero crescente di persone sole. Entro il 2040, si stima che le famiglie monocomponente rappresenteranno il 43% del totale. Questa evoluzione impatta direttamente sulla disponibilità di cura:
- la riduzione della rete familiare tradizionale aumenta la dipendenza da servizi professionali pubblici o privati, molti anziani già oggi vivono senza un caregiver familiare quotidiano;
- l'insorgere della non autosufficienza diventa una delle principali emergenze sociali, aggravata da stili di vita spesso sedentari (solo il 26,7% degli italiani adulti pratica regolarmente sport contro il 44,3% UE);
- il mutamento del ruolo sociale degli over 65, che da destinatari di cura diventano spesso pilastri economici per figli e nipoti.
GLI scenari futuri
Le 5 sfide principali per la finanza personale
Per affrontare con consapevolezza l'allungamento della vita, è necessario identificare i rischi finanziari emergenti:
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Rischio della longevità
Se dal punto di vista anagrafico la longevità è un evento positivo, dal punto di vista della finanza personale c'è il rischio di esaurire i propri risparmi prima del previsto, aumentando la probabilità di dipendere da sostegni pubblici o familiari, sostegni che potrebbero non essere sufficienti a mantenere uno standard di vita desiderato e finanziario.
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Insufficienza dei risparmi
La difficoltà durante la vita lavorativa, di accumulare risorse adeguate a mantenere, durante la vecchiaia, il tenore di vita desiderato. In particolare a causa di carriere discontinue (come accade spesso alle donne) o ingressi tardivi nel mondo del lavoro.
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Costi di assistenza elevati
Le spese per assistenti domiciliari, residente per anziani o cure domiciliari possono essere estremamente onerose. In Italia sono spesso coperte dalla famiglia, con impatti significativi sui bilanci personali.
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Limitate competenze finanziarie
Molti italiani hanno basse competenze finanziarie, spesso non sufficienti per gestire risparmi, investimenti, prodotti pensionistici o rischi assicurativi, con conseguente vulnerabilità a errori o truffe o decisioni poco efficienti in termini di pianificazione finanziaria nel lungo termine.
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Patrimonio immobiliare
Gran parte della ricchezza degli anziani è immobilizzata nelle case, spesso sovradimensionate o poco liquide. Monetizzare questo patrimonio (vendita, affitti, prestiti vitalizi) è complesso. Tutte le generazioni dovrebbero avere una maggiore consapevolezza dei cambiamenti demografici in corso e dell’importanza della “pianificazione della longevità”.
Il futuro demografico dell’Italia richiede un ripensamento delle politiche pubbliche: investimenti sulla natalità, sostegno ai giovani, servizi di cura integrati, politiche abitative innovative e città più accessibili. È necessario quindi un nuovo patto tra generazioni, capace di valorizzare l’esperienza degli anziani e, allo stesso tempo, offrire ai giovani condizioni di vita e di lavoro più stabili anche per evitare l’inasprirsi di tensioni inter-generazionali con possibili ricadute politiche e sociali.
FONTI
Risorse per approfondire
1 Dati pubblicati da ISTAT al 8 Aprile 2025. Fonte Sito Istat.
2 tuttoscuola (2024), la sfrenata corsa del 'degiovanimento' dell'Italia.
3 Gallo M., (2025), Riforma pensioni: dalla legge Fornero fino alle novità del Governo Meloni.
4 Redazione Internazionale (2025), Italy Insurance Forum 2025: solo un italiano su quattro aderisce ad un fondo pensione.
5 INSTAT (2025), STAT TODAY - CENTENARI | ANNO 2025. Centenari, otto su 10 sono donne.
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