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IL CONTESTO IN ITALIA

Il fenomeno del "Degiovanimento" e l'impatto sul welfare

L’invecchiamento non è un semplice dato statistico, ma un fatto sociale che incide su lavoro, welfare, consumi, relazioni familiari e politiche pubbliche. In particolare, il mutamento della struttura demografica italiana è caratterizzato dal cosiddetto degiovanimento, ovvero la combinazione tra l'aumento della popolazione anziana e la contrazione delle nascite. 

Il fenomeno della longevità

Si tratta di un neologismo usato dal demografo Alessandro Rosina che indica l’aumento della popolazione anziana e della contemporanea diminuzione delle nascite, non più compensata dal saldo migratorio. “La longevità - dice Rosina - intesa come vivere bene e a lungo, va considerata la nuova normalità da favorire, una sfida che accomuna l’Italia con le economie più avanzate. Nessun paese mette in atto politiche per contenere la longevità, mentre nel resto d’Europa si introducono politiche più solide delle nostre per favorire la natalità> 2". La quota crescente crescente di over 65 e over 80 sostenuta dai progressi medici, da migliori condizioni abitative e da stili di vita più sani aumenta la pressione sui sistemi sanitari e il bisogno di assistenza a lungo termine, ma porta cambiamenti anche nei modi di abitare, di partecipare alla vita sociale e di costruire reti di supporto.

Questo squilibrio esercita una pressione diretta sul sistema di welfare e sulla sostenibilità della previdenza pubblica, portando con sé problematiche e criticità nel nostro paese:

  • la gestione della longevity economy, richiede l'adeguamento dei servizi e di politiche ad hoc dedicate alla fascia più matura della popolazione (cosiddetta terza e quarta età);
  • l'incidenza dei Neet (ovvero coloro che hanno smesso di studiare non hanno un lavoro) e la precarietà lavorativa dei giovani cotribuiscono a ridurre la base dei contributi futuri;
  • il progressivo aumento del divario salariale per i lavoratori under 30 che limitano la loro capacità di risparmio precoce;
  • la necessità di colmare i periodi di inattività lavorativa per garantire una copertura previdenziale adeguata.

I PILASTRI DEL SISTEMA PREVIDENZIALE

La struttura del sistema pensionistico italiano

Per affrontare un periodo di vita più lungo, è fondamentale conoscere l'architettura previdenziale del Paese, strutturata su tre pilastri fondamentali:

1.previdenza pubblica

Eroga la pensione a tutti i lavoratori dopo che ognuno ha versato i contributi durante la loro vita lavorativa.

2.previdenza complementare collettiva

Riguarda i fondi pensione chiusi (detti anche negoziali, gestiti dal sindacato dei lavoratori e dai datori di lavoro). Sono dedicati a specifiche categorie professionali, autonome o dipendenti. Non tutti possono accedervi.

3.previdenza complementare individuale

In questo caso si aderisce ad un fondo pensione aperto (gestito da una Compagnia di Assicurazione, una Società Intermediazione Mobiliare o una Società Gestione del Risparmio) o ad un Piano Individuale Pensionistico di tipo assicurativo (PIP).

la sfida della quarta età

Il fenomeno dei "grandi anziani": il volto della quarta età

Uno degli aspetti più rilevanti dell’analisi demografica attuale è la crescita esponenziale dei cosiddetti grandi anziani, ovvero la fascia di popolazione che supera gli 80 anni. Al 1° gennaio 2025, gli italiani con almeno cento anni sono 23.5485. Questa fenomeno rappresenta un segmento significativo della società, introducendo il concetto di "quarta età", con una connotazione di genere molto marcata.

CENTENARI

82,6%

quota femminile della popolazione italiana centenaria complessiva.

ULTRA CENTENARI

90,7%

quota femminile tra le persone che superano i 105 anni. Dei 19 supercentenari italiani (oltre i 110 anni), ben 18 sono donne.

STATO CIVILE

86%

delle donne centenarie rientra nella vedovanza rispetto all'80% maschile, per effetto della maggiore longevità femminile.

L'EVOLUZIONE SOCIALE

Famiglie che cambiano e riduzione del supporto informale

La struttura delle famiglie italiane sta mutando radicalmente, con nuclei sempre più piccoli e un numero crescente di persone sole. Entro il 2040, si stima che le famiglie monocomponente rappresenteranno il 43% del totale. Questa evoluzione impatta direttamente sulla disponibilità di cura:

  • la riduzione della rete familiare tradizionale aumenta la dipendenza da servizi professionali pubblici o privati, molti anziani già oggi vivono senza un caregiver familiare quotidiano;
  • l'insorgere della non autosufficienza diventa una delle principali emergenze sociali, aggravata da stili di vita spesso sedentari (solo il 26,7% degli italiani adulti pratica regolarmente sport contro il 44,3% UE);
  • il mutamento del ruolo sociale degli over 65, che da destinatari di cura diventano spesso pilastri economici per figli e nipoti.

GLI scenari futuri

Le 5 sfide principali per la finanza personale

Per affrontare con consapevolezza l'allungamento della vita, è necessario identificare i rischi finanziari emergenti:

  • Rischio della longevità

    Se dal punto di vista anagrafico la longevità è un evento positivo, dal punto di vista della finanza personale c'è il rischio di esaurire i propri risparmi prima del previsto, aumentando la probabilità di dipendere da sostegni pubblici o familiari, sostegni che potrebbero non essere sufficienti a mantenere uno standard di vita desiderato e finanziario.

  • Insufficienza dei risparmi

    La difficoltà durante la vita lavorativa, di accumulare risorse adeguate a mantenere, durante la vecchiaia, il tenore di vita desiderato. In particolare a causa di carriere discontinue (come accade spesso alle donne) o ingressi tardivi nel mondo del lavoro.

  • Costi di assistenza elevati

    Le spese per assistenti domiciliari, residente per anziani o cure domiciliari possono essere estremamente onerose. In Italia sono spesso coperte dalla famiglia, con impatti significativi sui bilanci personali.

  • Limitate competenze finanziarie

     Molti italiani hanno basse competenze finanziarie, spesso non sufficienti per gestire risparmi, investimenti, prodotti pensionistici o rischi assicurativi, con conseguente vulnerabilità a errori o truffe o decisioni poco efficienti in termini di pianificazione finanziaria nel lungo termine.

  • Patrimonio immobiliare

    Gran parte della ricchezza degli anziani è immobilizzata nelle case, spesso sovradimensionate o poco liquide. Monetizzare questo patrimonio (vendita, affitti, prestiti vitalizi) è complesso. Tutte le generazioni dovrebbero avere una maggiore consapevolezza dei cambiamenti demografici in corso e dell’importanza della “pianificazione della longevità”.

Il futuro demografico dell’Italia richiede un ripensamento delle politiche pubbliche: investimenti sulla natalità, sostegno ai giovani, servizi di cura integrati, politiche abitative innovative e città più accessibili. È necessario quindi un nuovo patto tra generazioni, capace di valorizzare l’esperienza degli anziani e, allo stesso tempo, offrire ai giovani condizioni di vita e di lavoro più stabili anche per evitare l’inasprirsi di tensioni inter-generazionali con possibili ricadute politiche e sociali.

FONTI

Risorse per approfondire

1 Dati pubblicati da ISTAT al 8 Aprile 2025. Fonte Sito Istat.

  2 tuttoscuola (2024), la sfrenata corsa del 'degiovanimento' dell'Italia.

  3  Gallo M., (2025), Riforma pensioni: dalla legge Fornero fino alle novità del Governo Meloni. 

  4  Redazione Internazionale (2025), Italy Insurance Forum 2025: solo un italiano su quattro aderisce ad un fondo pensione. 

  5  INSTAT (2025), STAT TODAY - CENTENARI | ANNO 2025.  Centenari, otto su 10 sono donne. 

 

 

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L'educazione finanziara per colmare il divario delle compentenze