IL CONTESTO DEMOGRAFICO
L'aspettativa di vita in Italia e il rischio della Longevità Finanziaria
In Italia l'aspettativa di vita è salita a 83,4 anni, siamo il quinto Paese più longevo al mondo. È un traguardo raggiunto grazie ai progressi della medicina e al miglioramento della qualità della vita, ma che può comportare un rischio finanziario spesso sottovalutato; il “rischio longevità”. In parole semplici, è il rischio di non riuscire a mantenere un tenore di vita adeguato dopo la pensione con i propri risparmi.
Nella fase lavorativa non teniamo conto che, invecchiando, le spese sanitarie aumenteranno, le entrate diminuiranno (decumulo) e che l'inflazione diminuirà il nostro potere di acquisto e quindi i nostri risparmi. Mettiamoci anche che le generazioni che hanno iniziato a lavorare dopo il 1996, quando il sistema di calcolo delle pensioni è stato modificato, riceveranno assegni previdenziali più bassi, e il quadro è completo. Che fare?
Per garantirsi indipendenza finanziaria anche nell'ultima fase della vita, va pianificato il futuro adesso, disegnando un progetto di vita che abbini la longevità finanziaria a quella anagrafica: vivere più a lungo, sì, ma bene. Per riuscirci bisogna ragionare con anticipo su come trovare risorse supplementari nei 20-25 anni che potrebbero seguire la pensione.
COME PIANIFICARE LA LONGEVITÀ FINANZIARIA
Programmare per decadi: la strategia a piccoli passi.
Non è facile proiettarsi in un futuro lontano quando si hanno 30, 40 o anche 50 anni. La nostra mente non è a suo agio con gli obiettivi a lungo termine, infatti più ci allontaniamo dal qui e ora e più tutto diventa indistinto, vago e nebuloso. Per non sentirci sopraffatti, possiamo però iniziare a pianificare “dividendo” il tempo e la strategia in step, fasi diverse, una successiva all'altra, fissando così dei micro obiettivi più vicini. Eccoli.
30-40 anni, il decennio della previdenza.
È la decade della vita in cui, in Italia, si diventa davvero adulti. Il percorso professionale è quasi per tutti definito, la vita personale ha preso una piega più chiara, qualcuno compra casa, molti fanno progetti di coppia, altri mettono su famiglia. Le spese, in questa fase, sono in esplosione, e per tanti è difficile pensare di mettere da parte denaro per il futuro. In realtà, basterebbe investire piccole somme mensili, anche solo 50 euro al mese, utilizzando strumenti come il Piano di accumulo capitale che consente appunto di versare periodicamente quote di denaro in fondi comuni di investimento.
La formula ha diversi vantaggi, tra cui quello della diversificazione del rischio, e il lungo intervallo temporale darà alle piccole quote la possibilità di crescere nel tempo, grazie al principio dell'interesse composto. Gli interessi maturano su somme via via più grandi, perché comprensive degli interessi maturati in precedenza: una crescita esponenziale che mima l'effetto “valanga”.
50 euro al mese versati per 30 anni con un rendimento medio netto del 4% diventano 34.700 euro a fine periodo, e di questo importo, solo 18.000 sono quote versate, i restanti 16.700 euro sono frutto degli interessi. Se il rendimento medio sale al 5%, il capitale finale è di 41.600 euro.
UN BUONA PRATICA
E se non hai risparmi da parte?
40-50 anni, la fase di consolidamento.
A 35-40 anni arriva il momento di piantare le basi per assicurarsi una solida longevità finanziaria, e lavorarci sodo per i prossimi 10-15 anni. In questa fase la carriera arriva generalmente al suo picco massimo, si guadagna di più e si può risparmiare di più, qualcuno riceve beni di eredità dai genitori. Il tempo davanti è ancora abbastanza lungo, e potrai sfruttare l'orizzonte temporale di 20-30 anni per destinare parte di quelle risorse al futuro, iniziare a risparmiare in modo sistematico e investire i risparmi.
Accantonare non basta, i beni liquidi vanno protetti anche dal rischio inflazione. Se messi semplicemente in cassaforte, nel giro di un ventennio perderanno di valore. Se ipotizziamo un tasso di inflazione medio del 2,5% annuo, 1.000 euro di oggi potrebbero avere tra 30 anni un potere di acquisto di 476,74 euro. Meglio finalizzare una strategia per investire, diversificando il rischio e dividendo le risorse tra più strumenti.
50-60 anni, il periodo della semina.
Tra i 50 e i 60 anni sei ancora nel pieno delle tue capacità lavorative, ma inizi a pensare al dopo. Le ricerche ci dicono che, gli anni immediatamente successivi alla pensione, saranno quelli in cui probabilmente spenderai di più, perché sarai ancora attivo fisicamente e in salute, curioso e desideroso di fare nuove esperienze.
In vista di ciò, al di là dei risparmi potresti iniziare a progettare una possibile entrata supplementare, preparare il terreno. Sul fronte finanziario, la strategia che avevi stabilito quando hai cominciato va modificata man mano. Se nel decennio precedente hai potuto permetterti investimenti con un potenziale rischio più alto, ora il tempo davanti a te si va assottigliando. È ora di fare un check dei prodotti che hai scelto e delle loro caratteristiche, e spostare una parte delle risorse su strumenti meno aggressivi e più conservativi.
Il portafoglio ideale è bilanciato tra azioni e obbligazioni, dove la parte obbligazionaria fa da ammortizzatore contro la volatilità e con il tempo diviene sempre più prudente. Il rendimento sarà inferiore, ma il capitale sarà più protetto da eventuali scossoni: presto potrebbe servirti un po' di liquidità per finanziare la tua libertà mentre sei ancora in salute e attivo.
60-70 anni, il decennio della transizione.
Sono gli anni del passaggio, quando da essere un lavoratore attivo diventi pensionato. Può accadere a 62 o a 67 anni, ma il risultato non cambia. È ora che inizi a raccogliere i frutti di ciò che hai seminato negli anni precedenti.
Durante questo periodo, puoi partire con un graduale decumulo, e cioè il disinvestimento progressivo dei capitali. La scelta va ponderata in base alle tue esigenze, meglio se con l'aiuto di un consulente, ma qualunque sia, è fondamentale anche in questa fase rivedere la strategia di investimento, facendo scivolare gradualmente il portafoglio verso una linea garantita, dove la fanno da padrone strumenti sicuri, anche se con rendimenti molto bassi.
Diventa prioritario, a questo punto, avere la certezza di non subire nemmeno l’oscillazione minima, perché il momento di disinvestire si avvicina.
Da 70 in poi, il decumulo sereno.
Superati i 70 anni, ecco che si entra gradualmente nel vivo della “raccolta”: puoi finalmente appropriarti del tesoretto messo da parte in anni di risparmi, per dedicarti alla tua longevità finanziaria.
Il cosa farne dipenderà dalla tua situazione: potresti scegliere se tenere le somme come fondo di emergenza, o attingervi gradualmente per affrontare con più agio il quotidiano. Ma attenzione, anche il decumulo ha bisogno di una strategia. A meno di necessità improvvise, non avrai bisogno di liberare tutti gli investimenti in un solo momento. Puoi destinarli, per esempio, su prodotti “blindati” come conti deposito o su titoli di Stato di Paesi con il massimo del rating, a scadenze programmate, così da usufruirne man mano, oppure pianificare di vendere le quote gradualmente. In entrambi i casi, ti assicurerai qualche rendimento ulteriore, anche se minimo.
Sarà poi decisivo definire quanto ti servirà ogni anno. Un'idea è fare una stima di ciò di cui disporre annualmente dividendo il totale dei risparmi per gli anni da vivere, partendo dall’aspettativa di vita media e ipotizzando però un'esistenza più lunga (l'ottimismo in questo caso ti farà essere più prudente!).
La tua longevità finanziaria dipenderà, però, anche da come effettuerai la suddivisione. Il frazionamento non andrà concepito in modo lineare, perché le spese non saranno le stesse in tutte le fasi della restante esistenza, ma tenderanno a essere più alte all’inizio, quando condurrai uno stile di vita più attivo, e negli ultimi anni, quando la probabilità di ricorrere a un'assistenza intensiva o cure costose sarà più alta.
PIANIFICAZIONE SUCCESSORIA
La terza via, programmare un'eredità.
E se i risparmi accumulati non dovessero servirti, perché la pensione è sufficiente a coprire i tuoi bisogni?
Allora, se l'obiettivo è quello di lasciare qualcosa ai tuoi cari, comincia con il tutelarti, e poi stabilisci il resto. Lascia una parte dei tuoi risparmi liquidi sul conto (o su un conto deposito non vincolato, come cuscinetto) e investi nuovamente il resto. Per paradosso, se l'obiettivo è lasciare capitali a chi verrà dopo di te, potrai tornare su una linea di investimento più aggressiva, perché l'orizzonte temporale da fissare sarà più lungo della tua stessa aspettativa di vita. Non è la regola, naturalmente, tutti questi aspetti sono da valutare con un consulente, ma per una corretta pianificazione è sempre fondamentale individuare il proprio obiettivo.
UN BUONA PRATICA
Come semplificare la successione?
Il presente articolo ha finalità esclusivamente informativa e divulgativa, non costituisce consulenza né sollecitazione al pubblico risparmio né offerta di prodotti previdenziali e non ha la presunzione di essere esaustivo degli argomenti trattati. Prima dell’adesione a una forma pensionistica complementare leggere - la Parte I “Le informazioni chiave per l’aderente” e l’Appendice "informativa sulla sostenibilità” - della Nota informativa. I dati illustrati hanno scopo puramente esemplificativo e non sono garanzia dei rendimenti ottenibili in futuro. I dati e le simulazioni riportati nel testo hanno valore puramente esemplificativo e non costituiscono garanzia di rendimenti futuri né sollecitazione al pubblico risparmio.