I PILASTRI DEL BENESSERE FINANZIARIO
Cos'è il benessere finanziario?
Secondo il Consumer Financial Protection Bureau (CFPB), il benessere finanziario è quello stato in cui una persona può far fronte pienamente ai propri obblighi finanziari correnti avendo un buon grado di controllo su entrate e uscite, sente di essere sulla buona strada nel raggiungere i propri obiettivi finanziari, percepisce di avere un soddisfacente livello di libertà finanziaria nel fare scelte che le consentono di godere della propria vita e di possedere la capacità di assorbire uno shock economico improvviso.
I pilastri del benessere finanziario
Presente
Futuro
Sicurezza
Il controllo delle proprie finanze, giorno per giorno, mese per mese.
La capacità di assorbire uno shock finanziario.
Libertà di scelta
L’avere la libertà finanziaria di fare le scelte che consentono di godere
della propria vita.
Il sentirsi “sulla buona strada” per raggiungere i propri obiettivi.
Storicamente l'Italia è caratterizzata da un’alta propensione al risparmio privato. Tuttavia, emerge un paradosso dal punto di vista sociale: ci affidiamo molto al risparmio come strumento per assorbire gli shock finanziari (come nella favola della cicala e della formica) ma spesso ci troviamo “scoperti” di fronte ai grandi rischi. Perchè succede? Una delle cause è lo scarso livello di competenze finanziarie, specialmente per le donne.
Sempre secondo il CFPB, il benessere finanziario di una persona non dipende soltanto dal reddito o dalla capacità di risparmiare, ma dall’interazione tra conoscenze, comportamenti, tratti della personalità e contesto sociale in cui vive (es: dal tipo di servizi e risorse che, ad esempio, il sistema di welfare e di protezione statale offre).
TIPOLOGIE RISCHI
La gestione del rischio puro e del rischio speculativo
L'alfabetizzazione assicurativa si riferisce alla conoscenza e alla comprensione dei principi assicurativi, dei prodotti e della gestione del rischio che consentono agli individui di compiere scelte consapevoli in merito alla copertura assicurativa1.
Saper comprendere e utilizzare gli strumenti assicurativi significa essere più preparati ad affrontare gli imprevisti economici della vita e i suoi rischi. Spesso, però, questo tipo di competenza assicurativa viene sottovaluta.
Dobbiamo a questo punto introdurre una differenza importante tra “rischio puro” e “rischio speculativo”. La principale differenza è legata al tipo di risultato possibile che può derivare da un rischio puro e rischio speculativo. La propensione al rischio speculativo in Italia per gli uomini è più alta rispetto a quella delle donne, mentre a livello di rapporto tra rischio puro e copertura assicurativa il quadro è lievemente diverso, come vedremo nel paragrafo seguente.
Tipo di rischio
Spiegazione del rischio
Assicurabile?
Rischio puro
Puoi perdere o non perdere, ma non guadagnare. Se l’evento negativo accade perdi qualcosa, se non accade resti nella situazione iniziale. Un esempio? L'incendio della casa, il furto dell’auto, una malattia.
Sì, infatti ad esempio può essere un rischio sull'assicurazione casa, salute, auto.
Rischio speculativo
Puoi perdere, ma anche guadagnare. Se l’investimento va bene guadagni, ma se va male perdi. Un esempio? Investire in borsa, aprire un’azienda, comprare un immobile per rivenderlo.
No, generalmente.
COSA DICONO I DATI
Indagine sulle differenze di genere nelle competenze assicurative
Se molti studi concordano nel riscontrare, in Italia, una minore alfabetizzazione economica nelle donne, il comparto specifico delle nozioni assicurative è stato analizzato approfonditamente da una recente ricerca condotta dall'Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (IVASS)2 .
Lo studio, basato su un campione statistico di 2.053 intervistati di età superiore ai 18 anni, ha misurato il posizionamento dei cittadini attraverso una scala valutativa da 0 a 100, prendendo in esame parametri quali la comprensione oggettiva, l'avversione al rischio e l'efficacia della comunicazione.
I dati emersi delineano un quadro sociale ben definito:
- Uniformità nell'avversione al rischio: gli italiani, senza distinzioni significative tra uomini e donne, mostrano un punteggio medio di 60,2 in termini di avversione al rischio puro, confermando un atteggiamento prudente;
- Asimmetria nella logica assicurativa: la capacità di correlare in modo corretto i diversi istituti contrattuali risulta sensibilmente più elevata tra la popolazione maschile, nelle fasce di età comprese tra i 18 e i 54 anni, e nelle aree geografiche del Nord e del Centro, mostrando un legame diretto con il livello di scolarizzazione;
- Barriere nella comprensione dei testi: la percezione della chiarezza dei set informativi precontrattuali non evidenzia variazioni di genere, ma registra un dato controintuitivo. Infatti, i soggetti con un titolo di studio inferiore attribuiscono un punteggio di comprensibilità più alto rispetto ai profili con maggiore istruzione.
bias cognitivo
Il fenomeno dell'overconfidence in ambito assicurativo
Un'ulteriore evidenza emersa dall'analisi IVASS2 riguarda il divario tra la conoscenza dichiarata e la reale padronanza delle polizze, un bias cognitivo noto come overconfidence (o eccesso di sicurezza). Questo fenomeno si manifesta in modo preponderante nella popolazione maschile (dove il 72,3% degli intervistati dichiara di ritenersi molto competente e non si affida né ai consigli dell’assicuratore né a fonti informative esterne) e tende a ridursi nelle donne.
La ricerca ha evidenziato come l'overconfidence vari notevolmente in base alla complessità del prodotto esaminato:
- Polizze temporanee caso morte: registrano lo scostamento più marcato, con una percezione di conoscenza superiore di oltre dieci volte rispetto all'effettiva capacità di individuare le definizioni corrette;
- Coperture infortuni: mostrano un divario in cui l'autovalutazione supera di quattro volte la competenza oggettiva;
- Forme di previdenza complementare: presentano una sopravvalutazione pari a tre volte il dato reale;
- Polizze vita tradizionali: registrano uno scostamento medio in cui la sicurezza percepita è doppia rispetto ai risultati della ricerca.
Questo eccesso di sicurezza comporta un rischio concreto: la maggioranza dei soggetti affetti da overconfidence dichiara di non consultare i set informativi e di non richiedere la consulenza di uno specialista, rimanendo di fatto esposta a gravi scoperture finanziarie in caso di sinistro.
IMPORTANZA DELL'EDUCAZIONE FINANZIARIA
Insieme per costruire una cultura della protezione
In conclusione, la capacità di gestire in modo efficiente gli imprevisti personali e familiari richiede un approccio olistico, che tenga conto sia delle caratteristiche dei singoli sia del contesto di welfare pubblico in cui si opera.
I dati analizzati confermano l'importanza di promuovere programmi mirati di educazione finanziaria e assicurativa, orientati in particolar modo a supportare l'inclusione delle donne, dei giovani e delle fasce di popolazione residenti nelle regioni del Sud e delle Isole. Al contempo, risulta fondamentale favorire azioni di orientamento per mitigare l'overconfidence, aiutando i risparmiatori a riconoscere l'utilità del confronto con professionisti qualificati.
Poter contare sull'esperienza e sulla vicinanza di un consulente dedicato rappresenta il valore aggiunto per fare scelte consapevoli e coerenti con i propri obiettivi.
FONTI
Risorse per approfondire
1Lin, Y., & Grace, M. F. (2007). Household life cycle protection: Life insurance holdings, financial vulnerability, and portfolio implications. Journal of Risk and Insurance, 74(1), 141–173.
2 IVASS (2021). Indagine su conoscenze e comportamenti assicurativi degli italiani.