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PILLOLE DI ECONOMIA X CREDEM

Le conseguenze del taglio dei tassi sui mercati

 

Questa mancanza di forward guidance, così si definisce in gergo la scelta di una banca centrale di anticipare le proprie decisioni  ai mercati, rende ancora piuttosto titubanti gli investitori. Chi opera sui mercati non vuole infatti rischiare di muoversi come se i tassi fossero destinati a scendere, con il rischio che poi questo non avvenga.

La decisione della BCE resta storica, non solo perché segna un primo allentamento di una politica monetaria che era diventata restrittiva con una rapidità che si era vista poche altre volte in passato, ma anche perché, contrariamente a quanto ci si aspettava, la Banca centrale europea non ha aspettato che fossero gli Stati Uniti ad abbassare i tassi per primi.

Il fatto che a innescare l’impennata dell’inflazione fosse stata innanzitutto la crisi energetica, ormai rientrata grazie agli sforzi dell’Unione europea di diversificare le proprie fonti, fa pensare comunque che il percorso di abbassamento dei tassi non si fermi qui, anche se, come detto, è ancora molto difficile prevedere a che livello potrà essere il costo del denaro nei prossimi sei o dodici mesi. Anche il fatto che le economie europee stiano faticando non poco a crescere fa pensare che il rischio di un ritorno dell’inflazione sia più lontano, ma lo spettro della stagflazione, ossia bassa crescita economica e alta inflazione, continua ad aggirarsi per l’Europa.

Per il momento, i mercati reagiscono cauti alla scelta di Lagarde e attendono le sue prossime mosse. Qualcosa potrebbe essere più chiaro già il 18 luglio, quando il board della Banca centrale europea tornerà a riunirsi per discutere di politica monetaria.

 

In collaborazione con Pillole di Economia