Cosa prevede il Piano di Transizione
La strategia, allineata al limite di aumento della temperatura globale di 1,5 °C previsto dagli Accordi di Parigi, non si limita a obiettivi ambientali ma integra la sostenibilità nel cuore del modello di business, legandola direttamente alla pianificazione finanziaria del 2026 e alle politiche di remunerazione del vertice aziendale.
La strutturazione del Piano ha incluso la definizione di strategie idonee a consentire una riduzione delle emissioni Scope 1 (riconducibili a veicoli aziendali e riscaldamento) e
Scope 3 (inerenti i portafogli) net zero al 2050 e allineate agli obiettivi scientifici definiti dagli Accordi di Parigi.
Approfondimento
Con riferimento allo Scope 1, è stata pianificata:
la progressiva transizione della flotta auto aziendale verso soluzioni elettrificate (ibride o elettriche) mediante una modifica del mix che determina l’azzeramento della componente termica dal 2033 e la crescita della componente elettrica al 100% del totale nel 2050;
la progressiva sostituzione degli impianti termici a gas con pompe di calore elettriche.
È stato pertanto definito un modello di "Engagement Strategy" che tiene conto di molteplici caratteristiche delle imprese clienti (tra cui presenza di un Piano di Transizione; riduzione dell’intensità delle emissioni di carbonio; rilevanza delle esposizioni creditizie- fatturato) e che sarà declinato nel corso del 2026.
I pilastri dell'attuazione
Per garantire l'effettiva integrazione del Piano nel modello di business del Gruppo sono state implementate politiche ESG, nello specifico:
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Un percorso in continua evoluzione
Il Piano è soggetto a un processo di revisione/eventuale implementazione annuale, in coerenza con il processo di pianificazione strategica del Gruppo. Una visione di lungo periodo confermata dalle parole del Presidente, Lucio Igino Zanon di Valgiurata: