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GIROLAMO DONNINI

(Correggio 1681 - Bologna 1743) 

ALLEGORIA DELLA PRIMAVERA

Olio su tela, 100 x 80 cm

Mentre le personificazioni delle prime tre stagioni rimandano all’iconografia consueta alle divinità pagane che tradizionalmente sono loro connesse (rispettivamente Flora, Cerere e Bacco), l’Inverno è visualizzato attraverso l’immagine feriale e dimessa di un vecchio che si riscalda al fuoco di un camino. La fedeltà nei confronti della linea della pittura bolognese che aveva in Guido Reni il proprio lontano modello dà luogo anche in questo caso a soluzioni di grande nobiltà e perfezione formale, secondo un gusto che si potrebbe quasi definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi in andamenti quasi cartacei.

Girolamo Donnini, Allegoria della primavera

ALLEGORIA DELL'ESTATE

Olio su tela, 100 x 80 cm

Mentre le personificazioni delle prime tre stagioni rimandano all’iconografia consueta alle divinità pagane che tradizionalmente sono loro connesse (rispettivamente Flora, Cerere e Bacco), l’Inverno è visualizzato attraverso l’immagine feriale e dimessa di un vecchio che si riscalda al fuoco di un camino. La fedeltà nei confronti della linea della pittura bolognese che aveva in Guido Reni il proprio lontano modello dà luogo anche in questo caso a soluzioni di grande nobiltà e perfezione formale, secondo un gusto che si potrebbe quasi definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi in andamenti quasi cartacei.

Girolamo Donnini, Allegoria dell'estate

ALLEGORIA DELL'AUTUNNO

Olio su tela,  100 x 80 cm

Mentre le personificazioni delle prime tre stagioni rimandano all’iconografia consueta alle divinità pagane che tradizionalmente sono loro connesse (rispettivamente Flora, Cerere e Bacco), l’Inverno è visualizzato attraverso l’immagine feriale e dimessa di un vecchio che si riscalda al fuoco di un camino.
La fedeltà nei confronti della linea della pittura bolognese che aveva in Guido Reni il proprio lontano modello dà luogo anche in questo caso a soluzioni di grande nobiltà e perfezione formale, secondo un gusto che si potrebbe quasi definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi in andamenti quasi cartacei. 

Girolamo Donnini, Allegoria dell' autunno

 

ALLEGORIA DELL'INVERNO

Olio su tela, 100 x 80 cm

Mentre le personificazioni delle prime tre stagioni rimandano all’iconografia consueta alle divinità pagane che tradizionalmente sono loro connesse (rispettivamente Flora, Cerere e Bacco), l’Inverno è visualizzato attraverso l’immagine feriale e dimessa di un vecchio che si riscalda al fuoco di un camino.
La fedeltà nei confronti della linea della pittura bolognese che aveva in Guido Reni il proprio lontano modello dà luogo anche in questo caso a soluzioni di grande nobiltà e perfezione formale, secondo un gusto che si potrebbe quasi definire purista e che si rende poi riconoscibile grazie al caratteristico modo di piegare i panneggi in andamenti quasi cartacei.

Girolamo Donnini, Allegoria dell'inverno,

 

EURIDICE MORSA DAL SERPENTE, 1730 CIRCA. IN COPPIA CON  "MORTE DI ADONE"

Olio su tela ovale verticale, 227 x 177 cm

Il soggetto deriva dalle Georgiche di Virgilio dove si narra come Aristeo, figliodi Apollo, provocasse involontariamente la morte di Euridice, fedele sposa diOrfeo, avendola inseguita e costretta ad addentrarsi nel folto del bosco, dove la punse una serpe velenosa.

Girolamo Donnini, Euridice morsa dal serpente, 1730

 

LA MORTE DI ADONE, 1730 CIRCA

Olio su tela, 225 x 175 cm

Il soggetto è tratto dal X libro delle Metamorfosi di Ovidio, dove si parla degli amori di Venere e Adone, ucciso da un cinghiale mandato da Marte, geloso della dea.

Girolamo Donnini, La morte di Adone, 1730